Orari di apertura : Lunedì - Venerdì 9 - 20 / Sabato 9 - 14
  Contatti : 06.94.52.32.00 - 06.94.52.32.01 - 373.75.05.714

La psichiatria è la branca specialistica della medicina che si occupa dello studio sperimentale, della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali[1]. Essa è definibile come una “disciplina di sintesi”, in quanto il mantenimento e il perseguimento della salute mentale, che è lo scopo fondamentale della psichiatria, viene ottenuto prendendo in considerazione diversi ambiti: medicofarmacologici, neurologici, psicologici, sociologici, giuridici, politici.

In particolare, rispetto alla psicologia clinica, pur essendo entrambe in stretta relazione con il paziente o malato dal punto di vista della sintomatologia, la psichiatria è sovente maggiormente orientata verso l’identificazione del disturbo mentale o psicologico come derivante da un funzionamento anomalo a livello fisiologico del sistema nervoso centrale seguendo una prassi od ottica strettamente scientifico-materialista, oltre alla possibilità di intervento di tipo farmacologico.

La terapia psichiatrica prevede solitamente un trattamento farmacologico oppure psicoterapeutico (o, spesso, una combinazione di entrambi); nei casi più gravi si associano solitamente trattamenti supportivi e riabilitativi, anche di tipo sociale. Solitamente si svolge in contesti ambulatoriali, come nei CSM (Centri di Salute Mentale delle ASL), o anche privatamente.

Attualmente in Italia la maggior parte dei pazienti psichiatrici più gravi, cronici e portatori di gravi forme di invalidità viene assistita in comunità apposite, o in gruppi-appartamento seguiti dalle ASL, e spesso, laddove possibile, a casa del paziente stesso. Nei casi in cui non sia sufficiente o realizzabile il solo intervento ambulatoriale e familiare, e allo stesso tempo non sia necessario un intervento di ricovero ospedaliero o in una struttura residenziale, solitamente si opta per un approccio semi-residenziale, come nei cosiddetti centri diurni socio-riabilitativi. Il ricovero ospedaliero, solitamente di tipo volontario, viene attuato solo in casi gravi e per periodi di tempo definiti.

Eccezionalmente, in casi gravi ed acuti, ed in condizioni determinate (con alcune tutele di legge), può essere necessario un Trattamento sanitario obbligatorio (TSO), di durata limitata nel tempo (al massimo per sette giorni, ma prorogabili un indefinito numero di volte). Il TSO viene disposto dal Sindaco su proposta motivata di un medico controfirmata poi da un secondo medico, generalmente psichiatra, dipendente di una struttura pubblica. Il ricovero in regime di TSO viene effettuato in una Struttura Pubblica appositamente disposta nell’Ospedale Generale (i reparti di “Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura”, SPDC). Il TSO, che viene attuato solo in caso di gravi scompensi psichiatrici acuti con assenza di capacità di intendere e di volere, viene per legge disposto solo qualora una persona presenti pericolo per sé o per altri, richieda cure urgenti e le rifiuti, e non sia possibile prendere adeguate misure alternative extraospedaliere; il TSO ha sempre una durata precisa (una settimana massima, rinnovabile solo in presenza di gravi problematiche cliniche), e può essere trasformato in qualunque momento in un ricovero volontario.

La “cura del sonno” (o narcoterapia) è una prassi, diffusa da trenta e più anni utilizzata per affrontare sindromi molto diverse tra loro, che si basa sull’indurre il sonno, per periodi prolungati, attraverso farmaci (barbiturici, neurolettici e, a volte, benzodiazepine), inserendo durante il sonno un lavoro di psicoterapia di gruppo o individuale. Il sonno è ritenuto terapeutico perché interrompe uno stato nevrotico reattivo, la sofferenza acuta, l’alternarsi di agitazione ed esaurimento.