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L’importanza della tiroide

Hai notato nell’ultimo periodo…

  • Un rallentamento o un’accelerazione dei battiti del cuore? SI NO
  • Un aumento o una perdita ingiustificati di peso? SI NO
  • Una sensibilità eccessiva al freddo o al caldo? SI NO
  • Un’eccessiva ed ingiustificata stanchezza? SI NO
  • Stitichezza o diarrea mai avute prima? SI NO
  • Le unghie si spezzano facilmente e i capelli sono più fini e delicati? SI NO
  • Gli occhi sono più sporgenti rispetto a prima? SI NO
  • Un sonno notturno disturbato mai avuto prima? SI NO

NON ASPETTARE!!! L a TIROIDE è una piccola ghiandola endocrina, ma gli ormoni che produce hanno importantissime funzioni di
regolazione dell’organismo. CHIEDI CONSIGLIO AL TUO ENDOCRINOLOGO!

FUNZIONE TIROIDEA E BENESSERE
La tiroide è una ghiandola che, attraverso la secrezione degli ormoni tiroidei, regola numerose funzioni metaboliche del nostro organismo. Un eccesso (ipertiroidismo) o difetto (ipotiroidismo) della produzione degli ormoni tiroidei influisce sulla qualità della vita e sul nostro benessere.
L’ipertiroidismo induce una accelerazione di tutti i processi metabolici causando dimagrimento, cardiopalmo,irrequietezza, tremori e irritabilità. L’identificazione di questi sintomi consente la diagnosi precoce e un trattamento efficace.

Al contrario, nell’ipotiroidismo il paziente è iporeattivo e rallentato nei processi cognitivi come se avesse “le batterie scariche”. Può lamentare un marcato senso di stanchezza, rallentamento psicomotorio e talvolta anche difficoltà di concentrazione. Quando l’ipofunzione tiroidea è grave e perdura da tempo si può arrivare a quadri di depressione.

PROFILASSI IODICA IN GRAVIDANZA
Un corretto apporto di iodio nella gestante è fondamentale sia per la donna che per il bambino. Lo iodio infatti è il componente essenziale degli ormoni tiroidei che garantiscono nel feto un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale. In gravidanza la tiroide materna deve supplire il feto ed il fabbisogno di ormone tiroideo e quindi di iodio è aumentato.

Per questo motivo la correzione del deficit nutrizionale di iodio nella gestante rappresenta un obiettivo primario dei programmi di iodoprofilassi consigliati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. La gestante dovrà far fronte all’aumentato fabbisogno di iodio, circa 250 μg al giorno, non con un incremento del consumo di sale, dannoso soprattutto in gravidanza, ma ricorrendo a fonti alternative e in particolare agli integratori minerali, nei quali è generalmente presente lo iodio nella quantità di 150 μg per compressa. Dal momento che oggi molte gravidanze sono programmate è opportuno che l’integrazione di iodio venga effettuata con largo anticipo.

APPORTO IODICO NELL’ETA’ EVOLUTIVA
Il fabbisogno giornaliero di iodio deve essere rispettato durante l’età evolutiva. Il lattante ne riceve con il latte materno un’adeguata quantità a condizione che la madre segua un’alimentazione equilibrata che preveda l’impiego di alimenti ricchi di iodio come pesce e latte, utilizzi la giusta
quantità di sale iodato ed, eventualmente, assuma integratori. Il neonato allattato con latte formulato non dovrebbe avere problemi, in quanto tutti i prodotti in commercio sono arricchiti con iodio secondo precise indicazioni degli enti regolatori.

FUNZIONE TIROIDEA NELL’ANZIANO
Si stima che il numero di ultra-sessantacinquenni in Italia raggiunga il 22% e quello degli ultraottantenni il 6,7% della popolazione globale, dati destinati a raddoppiare nei prossimi 25 anni. In particolare, l’ipotiroidismo lieve può raggiungere una prevalenza del 15-20% nelle donne
ultrasettantenni. L’ipotiroidismo è stato associato a disturbi metabolici e cardiovascolari.

L’ipertiroidismo colpisce l’1-2% della popolazione generale, e supera il 5% negli anziani residenti in aree con carenza iodica. Nell’anziano i sintomi dell’ipertiroidismo sono sfumati e la concomitante presenza di altre patologie può avere un ruolo confondente. I principali sintomi sono perdita di peso, riduzione della massa muscolare, cadute accidentali con fratture da osteoporosi e soprattutto sintomi cardiovascolari, quali palpitazioni e fibrillazione atriale.

Altri segni possono essere tremori fini e disturbi cognitivi di varia entità con irritabilità e/o depressione. Rispetto al giovane adulto, l’anziano risulta più vulnerabile all’eccesso di ormoni tiroidei, per cui il trattamento va intrapreso tempestivamente, anche nelle forme lievi o subcliniche, per prevenire le complicanze cardiovascolari e metaboliche.

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